CIRIO DAIRY MEETING TRIESTE 2020 : 200 allevatori protagonisti sulla scena del piu' importante meeting Italiano

 

Essere allevatore nella odierna società significa confrontarsi con sfide del tutto nuove: un mercato non prevedibile e interconnesso a livello globale, una necessità di gestire e motivare al meglio il proprio team di lavoro, le potenzialità e la complessità della tecnologia  applicata alle bovine, il tutto in un contesto di impresa che rimane prevalentemente di carattere familiare con tutti gli aspetti di opportunità e rischio che questo comporta. Il Cirio Dairy Meeting 2020 appena concluso si è posto l’obiettivo di affrontare questi argomenti con il massimo possibile della competenza grazie a relatori di altissimo livello professionale per consegnare ai partecipanti una esperienza formativa di grande spessore. E i cinque relatori che hanno dato vita a questa sesta edizione della rassegna organizzata da Cirio Agricola, dall’alto della loro competenza e capacità comunicativa hanno certamente dato un senso profondo al titolo della rassegna appena conclusa.

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Davanti ad una platea di circa 300 tra allevatori e tecnici i relatori Paolo Grendene, Mary Ledman, Tom Fuhrmann, Greg Bethard e Franco Cesaro hanno lasciato messaggi e spunti di riflessione che non possono essere lasciati cadere nel vuoto da chi voglia restare protagonista del mercato del latte in Italia nei prossimi anni.

Ha iniziato i lavori ufficiali del Meeting nella mattina di   mercoledì 5 Febbraio Tom Furhman fondatore della società di consulenza DairyWorks, il quale nel corso della sua lunga carriera ha accompagnato stalle in tutto il mondo verso una maggiore organizzazione del lavoro e gestione del personale. Tom ha tenuto nelle due giornate di lavori ben tre  relazioni, la prima sulla basi teoriche della gestione e  leadership nell’impresa da latte, la seconda sulle capacità di far si che i cambiamenti avvengano e la terza centrata sui “segreti” che un manager aziendale deve utilizzare nel suo delicato compito di organizzare e portare l’allevamento verso gli obiettivi prefissati.

Di fatto il Meeting era già iniziato il martedì pomeriggio con un “Open Day” nell’Allevamento Bernardis di Roveredo di Varmo (UD) dove la grande ospitalità della famiglia Bernardis ha permesso a tantissimi allevatori di visitare un allevamento che per organizzazione, ordine e performance appare essere ai primissimi posti nel panorama dei produttori da latte in Italia. Nella serata l’inizio del Meeting è stato dato dalla relazione di  Paolo Grendene  che con precisione ha delineato sfide e opportunità nel presente e futuro degli allevatori da latte.

 

Una delle perle di questo Meeting è stata senza dubbio la presenza di Mary Ledman, la quale ricopre il ruolo di  Global Sector Strategist per il mercato Dairy per Rabobank in Chicago. Esperta internazionale del mercato lattiero-caseario con ha una vasta conoscenza dei mercati e delle politiche lattiero-caseari nazionali e internazionali Mary ha presentato alla platea un primo talk volto alla  comprensione del mercato globale del latte  e nella giornata conclusiva un secondo talk sulle prospettive del mercato stesso oltre il 2020.

Un graditissimo ritorno al Cirio Dairy Meeting è stato poi quello di Grer Bethard che per anni ha svolto la sua attività di consulente anche in Italia, e che attualmente è socio e general manager di un allevamento di 15000 vacche in Kansas. Il primo dei suoi due interventi ha descritto il progetto di espansione dell’allevamento in cui opera sottolineando obiettivi e filosofia di lavoro e le difficoltà che ogni progetto di espansione comporta. Il secondo invece si è soffermato sugli aspetti economico finanziari degli allevamenti da latte con particolare attenzione agli indici che Bethard stsso utilizza nel controllo della gestione finanziaria del suo allevamento.

Infine un grande contributo al Meeting 2020 è venuto da Franco Cesaro fondatore della Franco Cesaro&Associati società che da anni si occupa di assistere e accompagnare aziende a conduzione familiare nella loro crescita e nella gestione dei problemi relazionali tra membri della famiglia-impresa stessa. Con una brillantissima presentazione ha illustrato il “decalogo” per una buona convivenza nel business familiare.

Di seguito ecco gli i principali messaggi  che il Cirio Dairy meeting 2020 ci lascia in eredità:

1 Sfide & oppportunità. Il settore delle produzione del latte si trova a dover guardare al futuro con uno scenario in continua evoluzione. Le preferenze dei consumatori nei riguardi dei prodotti lattiero caseari stanno da tempo continuamente cambiando; la sostenibilità è una richiesta che viene da più parti, cosi come quella della riduzione sostanziale dell’uso degli antibiotici. Una parte della popolazione , anche se piccola ma con visibilità sui media, non vede di buon grado le produzioni animali. Tutto ciò pone senza dubbio in una zona di non-comfort molti allevatori. Ma dalle sfide possono nascere i cambiamenti spesso portatori di una nuova visione di ottimismo sul proprio modo di fare impresa. Prendiamo quindi le sfide con coraggio e usciamo dalla nostra zona di comfort ! (Paolo Grendene)

2 Essere manager nel proprio allevamento . Essere manager ha un significato ben preciso: si tratta di organizzare il lavoro ovvero  fare in modo che il “Sistema Stalla”  sia costituito da “lavoro sotto controllo”; occorre poi che le persone “implementino correttamente il lavoro” che si è definito si debba fare. Infine serve “monitorare ciò che avviene” al fine di assicurarsi che si siano perseguiti i risultati desiderati. Questo è il circolo virtuoso di una buona gestione di un moderno allevamento da latte.(Tom Furhmann).

3 Il Mercato globale del latte.  Lo scenario ci mostra un mercato dei prodotti lattiero-caseari che globalmente continua ad espandersi anche se la produzione sembra al momento un limite alla crescita delle esportazioni mondiali. Le prospettive a lungo termine per il settore lattiero-caseario rimangono positive. Si prevede che la domanda globale di prodotti lattiero-caseari crescerà di oltre il 2% poiché la crescita della popolazione, l'aumento dei redditi e l'aumento dell'urbanizzazione contribuiscono all'aumento del consumo di latte. In particolare, l'aumento dei redditi e la crescita della popolazione nei mercati emergenti / in via di sviluppo sono i fattori chiave della domanda globale di prodotti lattiero-casearie .(Mary Ledman).

 

4 Prospettive del mercato oltre il 2020. La tecnologia e i dati acquisiti stanno guidando il cambiamento a livello di azienda agricola. Stalle a controllo climatico, la robotica e i progressi genetici stanno contribuendo a una maggiore prevedibilità della produzione. I produttori di latte in molti paesi sviluppati continuano ad adattarsi alle mutevoli normative ambientali. In risposta all'attivismo guidato dai consumatori nei paesi sviluppati, i produttori  stanno diventando più vocali e attivi nell'affrontare le questioni di sostenibilità, benessere degli animali e lavoro. Il settore latte è ben posizionato per far parte della soluzione nel ridurre le emissioni di gas a effetto serra e il consumo di acqua; migliorando nel contempo la qualità del suolo, la produttività e la biodiversità. Il settore latte deve salvaguardare in modo proattivo la fiducia dei consumatori e preservare la sua licenza sociale per operare. (Mary Ledman).

5 Fare in modo  che i cambiamenti avvengano.  Questa è la missione di un Leader in azienda, ovvero guidare gli altri verso il raggiungimento degli obiettivi stabiliti, essendo in grado  di fare in modo che i necessari cambiamenti necessari  realmente. Ma per far questo si devono avere persone di fiducia anch’esse carismatiche che aiutino  tutto il gruppo di lavoro a implementare correttamente il sistema di lavoro che si è definito. Definire gli “Standard” da seguire è la ricetta per raggiungere gli “Obiettivi”; una volta che il team di lavoro aziendale risulta conforme agli standard che si sono definiti allora i risultati non possono che essere perseguiti. In questa logica la formazione continua è la base per rendere tutti  sempre più consapevoli del lavoro che fanno ogni giorno e quindi in grado di rispettare gli standard lavorativi che si sono definiti in ogni area dell’allevamento. (Tom Furhman).

6 Avere un proprio modello di business. Gestire la propria impresa significa innanzitutto dare una Visione e una Strategia alla propria impresa. Senza queste due componenti tutto rischia diventare mera gestione quotidiana. Definire un proprio modello di business è il fondamento da cui poi partire per poi organizzare e gestire la mandria e le persone che lavorano attorno ad essa. Se facciamo questa operazione diventa più chiaro il perché dobbiamo poi necessariamente dotarci di un controllo di gestione che operi sulle componenti economico-finanziarie quali il flusso di cassa, la base di prestito, la catena di approvvigionamento, le spese chiave.  (Greg Bethrad)

7 La convivenza generazionale nelle imprese familiari. In tutte le aziende del mondo operanti in tutti settori economici si parla di problema di passaggio di consegne, o meglio di passaggio generazionale o, meglio ancora, di convivenza intergenerazionale; 2/3 non passano alla seconda generazione e solo il 9 % passano alla terza generazione È importante salvaguardare contemporaneamente l’azienda e la famiglia, sono importanti l’una e l’altra e quindi è importante calcolare l’equilibrio incrociato tra i due sistemi.  Il passaggio generazionale nelle imprese familiari è:

• Un’opportunità per il cambiamento

• Un momento critico perché viene messa in discussione la leadership

Senza una adeguata capacità di comunicazione e “pacificazione” le aziende familiari faticano a sopravvivere al passaggio generazionale (Franco Cesaro).

 

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