TRANSITION DAY FIDENZA 5 DICEMBRE 2019 :Gli aspetti clinico diagnostici per una transizione efficace

 

                                                                                   

Si è svolto a Fidenza il 5 dicembre il secondo dei tre Transition days 2019, l’itinerario formativo e informativo che si articola su tre tappe in località differenti.L’obiettivo è quello di trovare nuovi spunti e soluzioni per gestire questo periodo critico e trasformarlo in opportunità a valore aggiunto.

Dopo la prima data di Codogno dove si è parlato di “Rethink Dairy” e di innovazione nella gestione della transizione, questo secondo appuntamento ha valutato gli aspetti clinico-diagnostici del periodo di transizione 4.0. L’ultimo incontro si terrà a Desenzano sul Garda per parlare di gestione dei dati.

 

                                                                                                                                                                                              img_1481_gnemmi.png    

Giovanni Gnemmi  ,veterinario libero professionista specializzato nelle tematiche riproduttive e nella gestione di allevamenti medio grandi, nel suo intervento ha voluto sottolineare come si risparmierebbe tempo ,da impiegare in cose più importanti se imparassimo a focalizzarci sulle bovine che hanno davvero bisogno di una diagnosi e di una cura. È infatti vero che il 50% delle bovine si ammalano nei primi 10 giorni del post parto, ma tale effetto ha avuto origine 3-4 settimane prima del parto. Se riusciamo ad identificare questi animali nel momento di insorgenza del problema, ci si potrà focalizzare su di loro e prevenire situazioni patologiche che potrebbero tradursi in calo della fertilità e della produzione con forte impatto sul conto economico.

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 Mauro Comino, titolare dell’Azienda Lembofarm, ha voluto trasmettere il messaggio che il controllo delle bovine, soprattutto in transizione, può portare a un aumento dei profitti. Nella loro azienda di 400 capi in lattazione, ad esempio, una telecamera all’uscita della sala di mungitura effettua un controllo costante del BCS di ogni animale, un sistema di Cow Monitoring in Transizione permette in tempo reale di avere sotto controllo lo stato di salute delle bovine, il sistema di precision Feeding installato sul carro miscelatore invia in tempo reale i dati sul processo alimentare. Il sistema informativo aziendale (pacchetto Granda Tools) invia i dati ad un gestionale in modo integrato che permette al Team di lavoro Lembofarm di coordinarsi sulle attività di presidio. La transizione 4.0 è diventata in quest’azienda un approccio operativo.

 

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La gestione dell’eccesso di potassio nella dieta della bovina in transizione è stata trattata da Alessandro Lazzaro, responsabile zootecnico della Fattoria san Rocco; Stefano Gallo DVM specialista Transizione Granda Team e Massimiliano Zocca, farm manager. 

In questo contesto è stato portato avanti un lavoro in collaborazione con l’Università di Parma per valutare l’effetto dell’additivazione di alluminosilicati nella razione di close up al fine di adsorbire il potassio in eccesso, con la finalità di ridurre gli apporti per stabilizzare la quantità di potassio in razione derivante dalla variabilità dei foraggi. (Leggi l’articolo completo)

 

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Nicola Deffremo, veterinario libero professionista responsabile del ramo zootecnico presso l’Azienda Agricola Bertinelli, ha spiegato come le nuove tecnologie in fatto di gestione di allevamento possano venire incontro a veterinario e allevatore permettendo di concentrare le forze dove realmente vi è necessità.  Nel close up è importante una corretta gestione dei gruppi e degli spostamenti basati sulla gravidanza, occorre mantenere il programma vaccinale e garantire una alimentazione adeguata per minimizzare problemi metabolici a inizio lattazione. Per quanto riguarda il parto vi è necessità di personale formato correttamente, di minimizzare gli interventi e ridurre i problemi legati al parto. Nell’immediato post parto vi è la necessità di monitorare costantemente lo stato di salute degli animali per garantire una diagnosi precoce di patologie e dunque un precoce trattamento e occorre somministrare razioni che non limitino l’ingestione controllando la chetosi. Nel tempo le razioni vanno adeguate per massimizzare le produzioni di latte e il recupero della condizione corporea.

Nicola ha presentato il suo lavoro nell’implementare in allevamento  protocolli SMART che  prevede insieme alla riorganizzazione secondo un protocollo ben definito, anche l’implementazione di tecnologia adeguata .L’utilizzo di tools tecnologici quali  sistemi di cow monitoring (Sense Hub ) permettono di ridurre le ore di lavoro umano nella cura degli animali e di generare dati più oggettivi e valutabili riducendo i tempi di diagnosi di malattia, nella gestione riproduttiva nutrizionale e nel controllo dello stato di salute della mandria. Anche in questo caso l’impiego di più sistemi tecnologici (Granda Tools) deve essere integrata con l’affiancamento di professionisti che possano supportarne la start-up e la gestione. Per la riuscita del progetto è fondamentale il coinvolgimento del personale di stalla, con una modalità sistematica di approccio al lavoro quotidiano, la continua rivalutazione delle procedure effettuate e il riconoscimento del lavoro svolto.

                                                                                                                                                                                                                          di_fonzo_0.png 

 Renato Di Fonzo, veterinario responsabile di Cirio Società Agricola, ha voluto condividere i segreti del successo dell’allevamento di cui è responsabile. La transizione 4.0 deve essere percepita come un obiettivo aziendale, condiviso con tutte le risorse umane e affrontato come metodo di lavoro con delle procedure ben precise Per avere successo in transizione non basta pianificare un protocollo ma occorre un metodo nella lettura dei dati verso la presa di decisioni.

 La formula che garantisce l’ottimizzazione del lavoro e dei costi e che evita le condizioni di stress agli animali si compone della gestione di tre fattori: un piano alimentare che abbia la vista sulla salute della mandria, il controllo della gestione della mangiatoia il presidio dell’ingestione e della ruminazione massimizzando il cow comfort.

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 Alessandro Catellani, ricercatore del Dipartimento di Scienze Animali, della Nutrizione e degli Alimenti, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha spiegato i risultati di una ricerca per valutare le differenze nel profilo metabolico e immunitario di bovine di razza diversa durante il periodo di transizione. Lo scopo dello studio era quello di evidenziare le differenze fenotipiche fra Frisona, Bruna e Pezzata Rossa allevate nell’area di produzione del Parmigiano Reggiano mettendo in risalto le varie risposte metaboliche degli animali attraverso un pattern di profili metabolici.

 

Massimiliano Intini, Francesco Giustiniani e Stefano Gallo, specialisti in cow monitoring Transizione 4.0, hanno condiviso con i partecipanti del workshop tematico del pomeriggio, alcune considerazioni sui vantaggi derivanti dall’utilizzo della tecnologia nel protocollo di transizione. Citando dal punto di vista esperienziale il lavoro svolto in   Cirio agricola dove è stato utilizzato l’approccio Nutril-Hub tm (servizio che prevede l’integrazione tra tecnologia e diagnostica on-farm) Questo innovativo metodo di lavoro è stato sviluppato grazie alla integrazione dei team di specialisti Granda Team e Allflex. I vantaggi nell’utilizzo di questo derivano dal fatto che i fattori in gioco nel periodo di transizione sono molteplici, tutti di grande importanza. Nutrizione, benessere animale, gestione aziendale rappresentano aspetti fondamentali a cui prestare la massima attenzione quotidiana e per fare ciò diventa indispensabile affidarsi alle nuove tecnologie per facilitare la gestione della mangiatoia, massimizzare l’ingestione prima e dopo il parto, minimizzare l’incidenza di patologie sfruttando la possibilità di anticipare la diagnosi grazie al monitoraggio individuale.  Poter definire e condividere un protocollo di transizione che tenga conto degli obiettivi aziendali e delle risorse disponibili, monitorandone la sua applicazione ed efficacia nel tempo è quindi la chiave di volta per mettere in atto la Transizione 4.0.

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